La Pecora Nera

Morbegno,Località Selvaplana
Agriturismi CIN: IT014045B5WKPU337W
In località Selvapiana esisteva un paesaggio fatto di muri di granito posti a sostegno di appezzamenti coltivati a vigna, un pianoro alla loro base era sistemato a prato alberato, un fosso di acqua limpida lo attraversava.
Verso sud il terreno risaliva per alcune decine di metri, l’esposizione risultava a nord con coltivazione di castagni da frutto.
All’interno di questo spazio era stato costruito un complesso di rustici destinati a stalla e fienile con annessa abitazione e “cascina” per l’essiccazione delle castagne.
Oggi il paesaggio è completamente diverso: il castagneto ha occupato i terrazzamenti un tempo vigneti, il pianoro è ancora prato alberato. Un castagno monumentale, la cui età supera i tre secoli, è presente a testimoniare il tempo trascorso.



L’agriturismo è stato aperto nel marzo del 2005, è stato chiamato “Pecora Nera” per richiamare alla memoria gli usi e i consumi della “pastorizia di un tempo”.
Ogni gregge aveva un “capo nero” la sua presenza era destinata a ricevere la negatività della natura, malattie ed eventi che avrebbero potuto agire sulla vita del gregge stesso. Il fulmine nella credenza popolare, avrebbe colpito la “pecora nera”, così come ogni “male” infieriva su questa.
L’animale non veniva né mangiato né venduto.
Per mantenere la continuità della leggenda il gregge di cinquanta pecore ne ha uno nero.
La struttura è stata realizzata tramite il restauro conservativo di ruderi già esistenti.


L’intervento consiste nella riproposizione del progetto originario un tempo parte integrante dell’uso territoriale sotto il profilo della produzione agricola.
I rustici oggetti dell’intervento, in origine destinati a fenile, stalla per mucche, “cascina” per l’essicazione delle castagne e locali a uso civile, hanno assunto nel progetto la nuova funzione di elemento chiave dell’attività agrituristica.
Il progetto non ha previsto alcuna demolizione.
Le murature fatiscenti sono state usate per rappresentare la continuità con il passato; esse sono state stabilizzate con un guscio interno in calcestruzzo armato.
I materiali di crollo sono stati recuperati per la costruzione delle murature di ricucitura.
Le vecchie stalle sono state adibite a luogo per il consumo diretto degli alimenti prodotti in azienda.

La cicogna del camino della sala da pranzo serve oggi come nel tempo passato, scaldava il latte nella caldaia di rame, oggi cuoce nel rame la polenta per tanti.
Sono state sistemate le antiche mulattiere con il loro acciottolato, pecore e maiali di razza locale sono liberi di pascolare.
Questo agriturismo, insieme ad altri in valle, è entrato a far parte dell’associazione Pro Patrimonio Montano che si occupa del reinserimento del suino nero delle alpi e della pecora Ciuta, due razze valtellinesi a rischio di estinzione.
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